25 agosto 2010

Umanità Nova nn.12, 13, 14


E oggi recuperiamo i numeri 12, 13, 14 di Umanità Nova con una selezione degli articoli proposti dalla storica rivista anarchica:
  • n. 12 dell'11 aprile 2010
    • Anno zero di civiltà: Omofobia e becero sessismo maschilista bipartisan
    • Sempre Avanti!: Libertà d'informazione
      Il Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze...
      Così l'ampolloso incipit del decreto del 30 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 75 del 31 marzo con effetto immediato, e quindi valido già dal 1° aprile 2010 che prevede l’azzeramento delle tariffe agevolate in materia di spedizione di prodotti editoriali.
      Un bel pesce d’aprile, non c'è che dire, per la piccola editoria che si è trovata da un giorno all’altro a vedersi quadruplicare in pratica i costi di abbonamento e spedizione, tra i tanti, al pari delle altre edizioni di movimento, anche la nostra testata.
      Un bel colpo assestato a tutti coloro che con fatica cercano di mantenere viva una voce indipendente, dando sicuramente non troppa noia, ma cercando comunque di restare fuori dal coro.
      Alla faccia della libertà di stampa!
    • Inflazione? Gli Stati Uniti: Crisi del capitalismo
      L’inflazione, ossia la perdita di valore d’acquisto del denaro nei confronti di merci e servizi, è una comoda via d’uscita che i debitori auspicano sempre. Se oggi prendo a prestito 100 euro, equivalenti a 100 tazzine di caffè e, tra dieci anni, restituisco sempre 100 euro, in grado però di acquistare solo 50 fumanti espressi, ne traggo un indubbio beneficio economico. Quando i debitori sono gli Stati, che possono portare avanti politiche che favoriscono l’insorgere dell’inflazione, il sospetto che si intenda utilizzare tale via d’uscita per ripianare i debiti pubblici è più che giustificato.
      Gli Stati Uniti sono oggi il maggiore paese debitore del mondo. Ciò con riferimento al complesso del settore pubblico e del debito privato. È naturale ritenere che due fenomeni, peraltro tra loro strettamente interconnessi, aiuterebbero gli americani a rimborsare i debiti contratti con il resto del mondo: la ripresa di tensioni inflazionistiche e una svalutazione controllata del dollaro.
    • L'Aquila. La città sta morendo
  • n.13 del 18 aprile 2010

    • Inflazione? L'Europa: Crisi del capitalismo
      Nell'articolo precedente abbiamo visto come la chimera dell'inflazione, fenomeno utile ai grandi debitori, non sia così facile da perseguire da parte degli Stati Uniti. Com'è la situazione in Europa? Per capirlo, ripercorriamo in sintesi la cronologia della crisi. La prima ondata che ha travolto il vecchio continente è stata il pesante deprezzamento dei titoli tossici che le banche e le compagnie di assicurazione europee avevano acquistato dalle banche d’affari americane. Perciò, come negli Usa, quasi tutti i governi europei sono dovuti correre in soccorso degli istituti di credito per evitare il loro collasso. Una seconda falla si è aperta nelle economie dei paesi dell'Europa Orientale, dove la svalutazione delle monete locali nei confronti dell’euro e del franco svizzero ha messo in ginocchio le famiglie, che avevano debiti espressi in queste valute e redditi nelle deprezzate monete locali. È toccato al Fondo Monetario Internazionale intervenire per evitare l’affondamento di queste nazioni.
    • Sanatoria: una trappola micidiale: Schedulatura di massa per gli immigrati
    • Repressione economica: Sugli aumenti delle tariffe postali
      Con una nota di Donato, sul numero scorso, davamo conto del decreto “con effetto immediato” che aboliva le riduzioni tariffarie dell’abbonamento postale. Questo comporta un aumento dei nostri costi di spedizione di oltre 450 euro la settimana (200% della voce “spedizioni”).
      L’aggravio annuo sul bilancio sarebbe di 21 mila euro. Una mazzata!
      Si sono levate da più parti “cori di protesta” anche perché, come per Umanità Nova, questo decreto taglia le gambe a tutta la stampa periodica (soprattutto quella “minore”) che ha nell’abbonamento postale uno dei principali veicoli di diffusione. Anche le case editrici di libri (sempre le così dette “minori”) hanno nella vendita per corrispondenza un canale di distribuzione essenziale.
  • n.14 del 25 aprile 2010
    • La calda primavera sociale "e Spixanis"
      Gli anarchici della FASpixana ed i comunalisti libertari della FMB sono fra quelli che le promesse le mantengono, non come i cialtroni che le promesse le proferiscono solo in campagna elettorale per poi calpestarle quotidianamente una volta saliti al potere. Sul finire del 2009 gli anarchici e la FMB, nel bel mezzo della polemica in cui erano stati coinvolti dalla SD (vedi primi numeri di UN 2010), avevano promesso e Spixanis (a Spezzano) una calda primavera sociale, e naturalmente la promessa è stata coerentemente messa in atto. Difatti, trascorsa la baldoria elettorale che a Spezzano è riuscita su 6934 elettori a portare alle urne solo circa 3525 votanti (tra cui 173 schede bianche e nulle), nei giorni di Pasqua tutto il paese viene tappezzato con un murale intitolato “Il Paese langue... come prima, più di prima” a firma della FASpixana e della FMB.
    • Nè in Abruzzo, né altrove: No Nucleare
    • Torino. 20 piazze No Tav

24 agosto 2010

Panettieri: Lettera aperta alle organizzazioni agricole

Nei giorni scorsi mi sono venuti un paio di comunicati. Il primo da parte del consigliere comunale di minoranza di Panettieri, Alessandro Mancuso, che potete leggere sul sito di Nuova Cosenza. L'altro da parte del Forum del Reventino, dal Comitato per il No alla centrale a biomasse di Panettieri e dal Forum ambientalista.
Questi ultimi hanno inviato, per conoscenza al sottoscritto, una lettera aperta alle organizzazioni agricole nazionali e locali sulla questione dell'esclusione dal territorio dell'IGP "Patata della Sila" dei Comuni di Bianchi e Panettieri – Richiesta di presa di posizione sulle conseguenze derivanti dall'eventuale autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di una centrale a biomasse da 14 MW/e da realizzare nel Comune di Panettieri (CS).

Quest'ultima lettera, oggi, condivido con voi lettori:

04 agosto 2010

Acqua pubblica: chiusura della campagna

Dopo aver abbondantemente raggiunto l'obiettivo delle 24000 firme per il referendum per l'acqua pubblica, arriva puntuale il comunicato del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri: come potrete leggere (e far di conto) nella nostra regione abbiamo superato le 41000 firme.
Ora, bando alle ciance ed ecco il comunicato:

Oltre quarantunomila persone, disseminate in quasi tutti i comuni calabresi, hanno apposto tre volte la loro firma, in favore di ognuno dei tre quesiti per la ripubblicizzazione del servizio idrico proposti dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, di cui il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica "Bruno Arcuri" è tra i fondatori. Si tratta di un risultato storico, perché mai nella nostra regione, così come nel resto del Paese (1 milione 400mila firme!), è stata riscontrata un’adesione talmente ampia e diffusa ad una campagna referendaria.
Nello specifico, la provincia con i numeri più rilevanti è quella di Cosenza (quasi 19500 firme), seguono Catanzaro (quasi 10mila firme), Reggio Calabria (7500 firme), Crotone (3600) e Vibo Valentia (1500). Tra i singoli comuni, la "palma" va assegnata a Catanzaro, con quasi 4400 firme raccolte. Seguono Reggio (quasi 2900 firme), Lamezia (2640), Cosenza (2580, che diventano però quasi 3700 considerando anche le vicine Rende e Castrolibero), Crotone (2350), Castrovillari e Vibo (entrambe con oltre 900 firme). In alcuni piccoli centri invece è la percentuale di aderenti a segnare il dato più significativo, superando il 10% del corpo elettorale in almeno una ventina di comuni, con il record del 40% a Grimaldi.
Questo straordinario successo è basato sull’obiettivo della salvaguardia di un bene comune, che ha coagulato energie provenienti da radici e storie diverse, dalle parrocchie ai centri sociali, creando i migliori presupposti per la campagna referendaria, che si terrà presumibilmente nella prossima primavera. Durante i mesi che ci separano dalla scadenza referendaria rilanceremo la necessità di accogliere con tre SI convinti i quesiti proposti, per bloccare la privatizzazione del servizio idrico, per aprire la strada alla ripubblicizzazione e per impedire il profitto sull'acqua. Fin d'ora però chiediamo:
  1. a tutti gli amministratori locali, ed in particolare al sindaco di Lamezia Terme, una moratoria del decreto Ronchi almeno fino all'effettuazione dei referendum;
  2. che l'ANCI regionale prenda una posizione decisa sulla questione delle tariffe illegittime attuate dalla Sorical, circa la quale abbiamo dato comunicazione da almeno due mesi al Presidente Perugini senza ottenere risposta;
  3. un incontro pubblico con il neo-presidente della Sorical, Sergio Abramo, che diverse volte in passato si è apertamente lamentato della gestione delle acque calabresi, e che non vorremmo avesse cambiato idea sulla necessità di una maggiore partecipazione e trasparenza circa le politiche di questa società. Un buon inizio sarebbe quello di rendere noto il proprio compenso e la buonuscita dell'ex-presidente Camo.
La campagna per l'acqua pubblica in Calabria non è un fatto isolato, ma si nutre di una storia che contribuisce a costruire. Solo lo scorso mese di ottobre, nemmeno un anno fa, si è tenuta la grande manifestazione di Amantea contro i veleni disseminati nel nostro territorio, e nel mese di dicembre un'altra grande manifestazione contro il ponte sullo Stretto. In Calabria più che altrove il mito dello sviluppo, come in ogni colonia, ha significato spregio della vita e della salute umana, oltre che depredazione delle risorse del territorio. La battaglia per l'acqua si proietta dunque come battaglia per i beni comuni, anzi per il bene comune, e quindi per la partecipazione e la democrazia. Dunque, si scrive acqua, ma si legge democrazia.

03 agosto 2010

Umanità Nova n.22 del 20 giugno 2010


Ed eccoci con il consueto appuntamento con Umanità Nova, in questo caso con il n.22, l'ultimo disponibile on-line. Questi gli articoli che ho selezionato per voi oggi, mentre il resto può essere letto direttamente a partire dal sommario:
  • In Campania o nel Guangdong? Accordo FIAT a Pomigliano d'Arco
    Mentre sabato 12 giugno le televisioni mandavano in onda gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda che coinvolge lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, a qualcuno potrebbe improvvisamente essere venuto in mente il libro di Naomi Klein Shock economy, nel quale è descritto come il capitalismo moderno approfitti delle grandi catastrofi che colpiscono l’umanità per imporre sempre più ferocemente il proprio dominio.
    Nel caso di Pomigliano il paragone potrebbe apparire eccessivo, una forzatura. È indubbio però che nel nostro Paese, così come in tutta l’Europa, con la motivazione della crisi economica globale, il capitale stia introducendo una serie di mutamenti strutturali destinati nel breve termine a modificare, ovviamente in peggio, le condizioni di vita e la stessa esistenza delle classi subalterne. E questo senza incontrare una resistenza degna di questo nome da parte di un mondo del lavoro oramai stremato dalla disoccupazione.
  • Roma: la febbre della domenica sera. Aggressione fascista alla Garbatella
  • Le scuole in agitazione Blocco degli scrutini
    Intense le mobilitazioni dei lavoratori della scuola in questo periodo. L'anno scolastico appena trascorso ha visto attuata definitivamente la riforma nella scuola primaria e media, con la progressiva messa a regime degli effetti dei tagli provocati dalla riduzione del tempo pieno, del tempo scuola e dal maestro unico. Contemporaneamente c'è stata l'approvazione della riforma della secondaria, con quello che diventerà realtà entro un mese: cancellazione di posti di lavoro per i precari, individuazione di esubero per il personale di ruolo; il tutto in uno scenario di scuola ridisegnata all'insegna dell'impoverimento generale delle risorse economiche, delle ore di insegnamento e della già risibile "qualità". Gli effetti combinati delle riforme e dei tagli previsti dalle disposizioni economiche e finanziarie porteranno in ogni provincia italiana di media grandezza alla sparizione di circa trecento posti di lavoro tra personale docente e non docente.
  • Italia stato canaglia
  • Libertà vo cercando...
  • Una Cernobyl occidentale
Vi propongo anche una sorta di speciale, alla maniera di Umanità Nova, sui mondiali sudafricani: Tutto in nome del bel profitto e Al di là dello spettacolo: la ribellione dei poveri
Dulcis in fundo le mozioni approvate al convegno nazionale della Federazione Anarchica Italiana tenutasi in quel di Torino tra il 12 e il 13 giugno.

02 agosto 2010

Centrale a biomasse di Panettieri: resoconto convegno

Dopo il comunicato che annunciava il convegno e i documenti allegati, ecco il resoconto del convegno/dibattito, cui sono intervenuti oltre 400 cittadini. Tra gli intervenuti anche Luigi De Magistris.
E ora il resoconto, inviato come al solito dal Forum del Reventino:


Il 29 luglio, nella cornice di piazza Brutto a Carlopoli, si è tenuto l'affollato convegno-dibattito organizzato dal comitato del No al centrale a biomassa a Panettieri, dal Forum del Reventino e dal Forum Ambientalista Calabria. Si è respirata, fra le circa 400 persone presenti, aria di partecipazione, quella necessaria per potersi realmente confrontare e giungere a decisioni il più possibile condivise e rispettose degli interessi della collettività. La piazza è di fatto il luogo della democrazia, il luogo nel quale ci si può confrontare e scontrare civilmente, seguendo i più elementari dettami del buon senso.
Sono arrivate persone dal comprensorio ma anche da Catanzaro e da Lamezia, perché l'argomento trattato non interessa solo uno sparuto numero di persone ma tutto il territorio. È molto di più di un affare che deve passare come la soluzione magica dei problemi delle comunità del sud. Riguarda il cambiamento ed il miglioramento delle condizioni economiche e sociali, riguarda il futuro ma anche il presente, la capacità delle comunità di unirsi intorno ad un tavolo per concertare insieme, per dare vita alla co-partecipazione. Ferisce l'assenza di alcuni sindaci. Ma incoraggia la presenza di numerosi cittadini. E su questo dato che gli assenti dovrebbero ragionare ed interrogarsi. È passato il tempo in cui si accettavano passivamente le decisioni dall'alto, oggi si sente crescere il desiderio ed il coraggio di partire dal basso, di restituire al cittadino lo status che dovrebbe avere: vale a dire di colui che costruisce la sia storia. E questo spaventa, infastidisce ma anche indebolisce chi decide di non vedere e di non sentire.