25 giugno 2010

La cosa Berlusconi

Ricordiamo Saramago, anche se con colpevole ritardo, proponendo questo articolo, La cosa Berlusconi, apparso su El Pais del 6 giugno 2009. Traduzione di Italia dall'estero.


Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.
I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l'intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d’assalto il potere. L'ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.
Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell'accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, "atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali".
La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c'è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.
Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l'azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell'Italia del secolo XIX, durante la lotta per l'unità, una guida spirituale dell'Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?

08 giugno 2010

Conferenza centrale di Panettieri

Dopo la pubblicazione del comunicato stampa sulla costituzione del comitato popolare contro la centrale a biomasse nel comune di Panettieri, riceviamo e pubblichiamo il resoconto della conferenza pubblica tenutasi nel comune di Carlopoli, a Catanzaro, il 5 giugno (foto caricate sul Picasa del blog - grassetto della redazione):



Si è tenuto sabato 5 giugno, nell'affollatissima sala consiliare del Comune di Carlopoli (CZ), il convegno contro la centrale a biomasse di notevoli dimensioni (della potenza di 14 MW elettrici), che si vorrebbe realizzare nell'attiguo Comune di Panettieri (CS).
Al convegno, organizzato dal neo-costituito Comitato contro la centrale, assieme al Forum del Reventino ed al Forum Ambientalista, erano presenti numerosi amministratori del comprensorio, di maggioranza e di opposizione, preoccupati per le conseguenze negative prodotte dall'eventuale autorizzazione di questo impianto.
Amministratori, tenuti completamente all'oscuro della volontà di realizzare la centrale da parte della società bresciana Bioenergia Investimenti S.p.A. e dall'amministrazione comunale di Panettieri ora in carica e per nulla coinvolti nel procedimento autorizzativo in itinere, da parte del competente Settore Politiche Energetiche della Regione Calabria.
Assente all'incontro, nonostante l'esplicito invito, il Sindaco di Panettieri.
Le criticità del progetto sono state messe in rilevo dai relatori. Dapprima, l'ing.Alfonso Senatore, ricercatore e componente dell'associazione ingegneria senza frontiere, che, con l'ausilio della videoproiezione di cartine del sito su cui è prevista la realizzazione dell'impianto, ha illustrato le caratteristiche della zona, che nel Piano di Assetto Idrogeologico, per la presenza del Fiume Fego, è classificata come area di attenzione, classificazione, che pone dei vincoli alla realizzazione di manufatti. Ed è proprio su questa area di attenzione che si vorrebbe realizzare la centrale. Altro aspetto trattato nella relazione dell'Ing.Senatore, l'ingente quantità di acqua necessaria al funzionamento della centrale, calcolata in 6 litri al secondo, che nel periodo estivo diventano 11 litri al secondo, quantità che corrisponde alle necessità di un paese di quasi 4.000 abitanti, ciò nonostante, nel progetto presentato dalla Bioenergia Investimenti S.p.A., non c'è traccia di studi sulla possibilità reale di emungere da pozzi, come viene dichiarato, queste imponenti quantità di acqua.
E' poi intervenuto il Dott.Giorgio Matteucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo, e docente all'Università La Sapienza di Roma e all'Università della Tuscia, che ha evidenziato come la centrale proposta a Panettieri, presenta problemi forti di sostenibilità, sottolineando come le biomasse necessarie ad alimentare la centrale non sono nella realtà disponibili per impianti di queste dimensioni. Il piano di approvvigionamento della società proponente presenta calcoli errati, sovrastima la possibilità di reperimento di legno, cita più volte il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria, ma omette di citare proprio uno dei punti del P.S.R. 2007/2013, dove si dice che in Calabria non esistono le biomasse per alimentare le centrali che già esistono (nel crotonese e a Rende). Matteucci ha inoltre, sottolineato come non si debba sovra sfruttare la risorsa bosco anche per le ricadute sull'assetto idrogeologico, difatti è proprio la presenza del bosco consente di proteggere il territorio da frane e alluvioni.
Successivamente ha illustrato la sua relazione sulle conseguenze sulla salute dei prodotti della combustione di biomasse, il dott.Ferdinando Laghi, Primario dell'U.O. di medicina interna dell'ospedale di Castrovillari, in particolare le conseguenze prodotte dalle polveri sottili, le cd. PM 10 che svolgono azione irritative sulle alte vie aree e quelle ancora più sottili le PM 2,5 e le ultra sottili o nano particelle, ancora più piccole, che sono ancora più dannose delle PM 10, perché in grado di penetrare direttamente in fondo ai polmoni e da qui passano direttamente nel sangue e nei vari organi dove svolgono azione irritante e nel tempo provocano degenerazione tumorale. Vi sono poi le diossine, che vengono prodotte dalla combustione delle biomasse; le diossine sono cancerogene con certezza per l'uomo, come stabilito dallo IARC - Agenzia per la ricerca sul cancro dell'OMS (Organizzazione Mondale della Sanità). Altro problema è dato dalle ceneri prodotte dalla combustione, che contengono vari elementi, alcuni di questi svolgono azione neurotossica, altri sono cancerogeni. Il prof.Laghi ha poi sottolineato come non esistono filtri in grado di intercettare tutte le sostanze che vengono emesse da questi impianti, per cui chi sostiene che l'impianto può avere dei filtri in grado di fermare gli inquinanti, dice una sciocchezza.
Francesco Saccomanno del Forum Ambientalista, ha fatto il punto sull'iter autorizzativo dell’impianto: il 10 maggio si è svolta una prima conferenza di servizi alla Regione Calabria, il Forum Ambientalista, associazione riconosciuta dal Ministero per l'ambiente, ha chiesto di partecipare, ma la richiesta non è stata accolta dal Presidente della Conferenza, l'ing.De Marco responsabile del Settore Politiche energetiche regionale, la stessa cosa è accaduta con l'analoga richiesta del Sindaco di Carlopoli. A dimostrazione delle carenze progettuali, la Provincia di Cosenza ha elaborato ben 4 pagine di osservazioni che ha presentato alla Conferenza di servizi. Carenze progettuali emerse anche durante un incontro al Comune di Panettieri con gli ingegneri della società proponente, difatti, l'ing.Maltempi di Bioenergia Investimenti S.p.A., non ha saputo rispondere alla precisa domanda di Saccomanno sulla destinazione delle ceneri (che devono essere conferite in discariche per rifiuti speciali che in Calabria non esistono). Saccomanno ha ricordato che nel crotonese sono sotto inchiesta numerosi soggetti per illecito smaltimento di tali residui della combustione di biomasse. Le osservazioni della Provincia riguardano anche la mancata richiesta di autorizzazione alla realizzazione dei pozzi, così come non esiste alcuna richiesta di autorizzazione agli scarichi nel fiume. Questo livello di improvvisazione progettuale rivela che si tratta di progetti "fotocopia" che vengono presentati ovunque, da varie società, per essere poi definiti dove si trovano degli amministratori compiacenti. L'esponente del Forum Ambientalista, ha invitato gli amministratori degli altri Comuni a chiedere alla Regione di bloccare il progetto e di richiedere di essere invitati alla Conferenza di servizi. Ha concluso ricordando che questi impianti si portano dietro interessi criminali, come si deduce dalle inchieste in corso nel crotonese.
Nel corso del convegno sono intervenuti, fra gli altri, il consigliere regionale Mimmo Talarico che ha assicurato il proprio sostegno alla vertenza contro questa centrale che produce effetti negativi per un raggio di molti chilometri, da considerare un esempio negativo per tutta la regione; il Sindaco di Decollatura, Mario Perri che ha auspicato un'azione istituzionale di tutti i sindaci del territorio per tutelare la salute dei propri cittadini; il segretario degli elettrici della Cgil, Giuseppe Tiano che ha rivendicato una nuova idea dell'azione sindacale che non baratti più la salute con posti di lavoro; il consigliere di minoranza ed ex Sindaco del Comune di Panettieri Sandro Mancuso, che analogamente a quanto emerso da altri interventi di cittadini preoccupati, si è dichiarato disponibile ad azioni di lotta a difesa del bene primario della propria salute e di quella delle generazioni future. E' intervenuto anche il sindaco di Bianchi che si è detto allarmato per i problemi riguardanti la salute dei cittadini, ha dichiarato che nel suo comune non si faranno impianti simili, però ha detto di volere sapere se questo impianto è fattibile o meno sul territorio di Panettieri, ha richiesto ulteriori elementi di valutazione per vederci chiaro, auspicando un confronto con gli amministratori di Panettieri.
Ha concluso i lavori il neoeletto sindaco di Carlopoli Mario Talarico, che ha riferito di avere avuto notizia del progetto solo dal Comitato costituitosi contro la centrale e che ha poi invano cercato il confronto col sindaco di Panettieri. Il Sindaco ha poi definito inopportuna la scelta del vicino Comune di Panettieri, sia per le dimensioni che per l'ubicazione dell'impianto a pochi metri di distanza da abitazioni e scuole di Carlopoli e Panettieri e comunque per gli effetti indesiderati derivanti dall'entrata in funzione della centrale. Talarico sta lavorando per una deliberazione da parte di più Comuni, che esprima contrarietà al progetto di Bioenergia Investimenti S.p.A., i cui atti verranno trasmessi alla Regione, anche sulla base della proposta del Comune di Decollatura e in accordo col Comune di Soveria Mannelli. Ha, inoltre, già chiesto al G.a.l. del Reventino di occuparsi della vicenda e coinvolgerà la Comunità Montana del Reventino alla prossima seduta del Consiglio dell'Ente.