27 maggio 2010

Raccolta firme: obiettivo raggiunto

Mentre Savona è la provincia con più firme raccolte relativamente al referendum sull'acqua pubblica, in Calabria si è superato il limite prefissato di firme:

Ad un solo mese dall'inizio della campagna referendaria per la ripubblicizzazione del servizio idrico, ed a ben due mesi dalla scadenza dei termini, l'obiettivo di adesioni prefissato in Calabria è stato già superato!
Per contribuire alla raccolta di 700mila firme sull’intero territorio nazionale, alla nostra Regione ne erano richieste 24mila. Tale soglia è stata abbondantemente superata durante lo scorso week end, nel corso del quale sono state raggiunte ben 28800 firme (13115 nella provincia di Cosenza, 6200 in quella di Reggio, 4085 a Catanzaro, 3700 a Crotone e 1700 a Vibo).

Ma i numeri, anche se importanti, non bastano a descrivere il favore che la campagna sta riscuotendo ovunque nella regione. I banchetti sono presi d'assalto. La gente mostra di essere al corrente della differenza tra la nostra proposta referendaria e quella concorrenziale (ed incompleta) di Italia dei Valori (presso i cui banchetti è capitato di sentir dire che il loro quesito è uguale ai nostri: attenzione, è falso!). Esponenti, anche di alto livello, di partiti che ufficialmente non aderiscono alla campagna, ritengono invece di dover firmare. Numerose adesioni provengono da amministratori locali di ogni estrazione politica, preoccupati dagli effetti che già da ora la gestione privatistica del servizio idrico in Calabria a firma Veolia sta producendo.


Insomma, sarà forse eccessivo parlare di una rinnovata egemonia culturale sulla questione dell'acqua bene comune da parte dei movimenti per la ripubblicizzazione, ma certamente è significativo il fatto che la Sorical abbia sentito l'esigenza di modificare il proprio logo, aggiungendo la frase: un servizio pubblico per un bene comune. Un patetico tentativo di restyling ed un chiaro segno di difficoltà, che non può fermare il moltiplicarsi degli ambiti di discussione pubblica, i quali prefigurano una gestione del servizio idrico partecipata e non delegata ad oscuri consigli d’amministrazione. E i primi frutti già si vedono: è di questi giorni la denuncia del Comune di Borgia, su segnalazione del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri, in merito agli illeciti tariffari della Sorical.

Ma non finisce qui. Venerdì arriverà in Calabria Marco Bersani, del Coordinamento Nazionale del Forum dei Movimenti per l'Acqua. Alle ore 19.00 sarà a Cosenza, in p.zza XI settembre, insieme ai rappresentanti dei comitati locali, alla CGIL che sostiene la campagna ed a circa una ventina di sindaci, con i quali si ragionerà sulla costituzione di un coordinamento regionale degli enti locali per l’acqua pubblica. Sabato invece appuntamento a Reggio Calabria dove alle 21.00 è prevista un'iniziativa sul Lungomare Falcomatà. Per proseguire la strada verso la ripubblicizzazione del servizio idrico anche in Calabria. Perché la battaglia per l'acqua pubblica è una battaglia per i beni comuni. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

10 maggio 2010

Centrale di Panettieri: no grazie

Ricevo e pubblico:

Si è costituito il Comitato contro la costruzione della Centrale a Biomasse che si vorrebbe realizzare nel Comune di Panettieri (CS), in un sito attiguo alla frazione Iannetta del Comune di Bianchi ed a poche centinaia di metri dalle abitazioni del confinante comune di Carlopoli (CZ).
Per il 10 maggio 2010, è stata convocata presso la Regione Calabria – Dipartimento Attività Produttive, la prima Conferenza dei servizi per l'approvazione del progetto di una centrale a biomasse della potenza di 11,5 Mega Watt elettrici.
Il Comitato, formato da singoli cittadini, associazioni e consiglieri comunali, si propone di informare la popolazione sui tanti aspetti negativi che la realizzazione dell'impianto comporterebbe.
Infatti questo è un fatto rilevante, che ipoteca il futuro del comprensorio montano del Reventino e della Presila, di cui però pochi hanno, fino ad ora, avuto conoscenza, neppure gli amministratori dei Comuni limitrofi, nonostante le ricadute negative siano moltissime.
Questi impianti pongono dei seri problemi:
  • riguardo alle reali possibilità di approvvigionamento del combustibile;
  • al traffico dei pesanti mezzi usati per il trasporto;
  • alle ingenti quantità d'acqua necessarie per il loro funzionamento (200.000 m3 annui);
  • alle risorse naturalistiche e paesaggistiche dell'intero territorio;
  • alle emissioni inquinanti rilasciate in atmosfera che, complessivamente, come è facile intuire, più che un solo Comune, possono investire un intero comprensorio;
  • ai danni provocati all'occupazione ed alle attività economiche (turismo ed ospitalità, agricoltura di qualità, prodotti tipici, raccolta frutti del bosco e sottobosco).

05 maggio 2010

Acqua pubblica: le firme in Calabria

Ricevo e volentieri pubblico:

È iniziata in grande stile in Calabria la campagna referendaria per la ripubblicizzazione del servizio idrico promossa dal Forum Nazionale dei movimenti per l'Acqua, che vede tra i promotori anche il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri. Le numerose adesioni al comitato referendario stanno portando i risultati sperati: a partire dal 25 aprile i banchetti sparsi per la regione hanno raccolto almeno 9470 firme. Le sottoscrizioni si sono suddivise uniformemente su tutto il territorio regionale, con 3380 firme nella provincia di Cosenza (1540 nella sola area urbana), 1250 in quella di Reggio, circa 1000 a Vibo e 2000 a Crotone, e 1840 a Catanzaro (con oltre 1200 firme solo a Lamezia).
Il risultato è tanto più sorprendente se si considera che l'organizzazione della raccolta è avvenuta passando da associazioni, movimenti e comitati non strutturati organicamente sul territorio, ma comunque capillarmente diffusi in una rete che ha saputo tessere un consenso di assoluto rilievo e trasversale (si pensi ad esempio alle richieste di adesione di diversi circoli del PD, la qual cosa dovrebbe essere ulteriore elemento di riflessione per i vertici regionali del partito, che ha sostenuto negli anni la Sorical arrivando ad esprimerne perfino l’attuale Presidente).
La campagna tuttavia è ancora agli inizi. L’obiettivo è 700mila firme in tutta Italia, 24mila solo in Calabria. La raccolta firme, che ricordiamo promuove tre referendum, per fermare la privatizzazione dell'acqua, aprire la strada della ripubblicizzazione ed eliminare i profitti dal bene comune acqua, andrà avanti fino al mese di luglio con banchetti diffusi in gran parte dei 409 comuni calabresi. Per ulteriori informazioni e contatti: Acqua bene comune e Difendiamo la Calabria: Referendum sull'acqua

Comitato referendario regionale per l'acqua pubblica