10 marzo 2010

Umanità Nova n.6 del 21 febbraio 2010


Nuovo sito per Umanità Nova.
E come al solito il sommario con i link agli articoli: in questa occasione, però, mi sono preso la libertà di esplodere l'anteprima di un paio di articoli e di segnalare alcuni degli articoli delle rubriche standard.
Buona lettura!

  • Questione di tempo
  • Rovinata la festa ai razzisti
  • Predoni d'Italia
  • Fase interlocutoria
  • Joy, Debby e le altre
  • Incontro con Umanità Nova
  • Che partita si sta giocando?
  • Parigi: Pirati in azione
  • Crisi finanziaria o business della povertà?
    Le difficoltà finanziarie che hanno coinvolto dapprima la Grecia e poi la Spagna ed il Portogallo, hanno provocato in alcuni commentatori di opposizione la consueta aspettativa di un Armageddon del cosiddetto capitalismo. Questo tipo di commenti è dovuto al fatto che, anche fra i sinceri oppositori del dominio, tende spesso a prevalere un'immagine idealizzata ed edulcorata del sistema degli affari, un'immagine secondo la quale il sedicente capitalismo dovrebbe temere dagli stessi disastri sociali che determina.
    In realtà la chiave per comprendere gli effettivi termini della presunta "crisi finanziaria" che ha investito i tre Paesi della cosiddetta Eurozona, sta proprio nelle "terapie" che vengono imposte ai "malati" dalla Banca Centrale Europea, cioè il "rigore nei conti pubblici". Ai Paesi del Sud-Europa che avrebbero sperperato, la propaganda ufficiale propone l'esempio luminoso della virtuosa e luterana Germania o della virtuosa e calvinista Olanda, che avrebbero invece saputo amministrarsi con oculata parsimonia. In questa campagna propagandistica risultano scontate le vanterie trionfalistiche del governo italiano, che ha millantato addirittura di aver salvato i conti pubblici grazie alla decisione di non stanziare nulla a favore dei disoccupati.
    (continua)
  • A scuola di taglio e cucito
  • Repressione e controllo
  • Da un'emergenza irrisolta a un'emergenza ambientale
  • Gli scarichi degli insediamenti del Progetto C.A.S.E. realizzati a L'Aquila dal Dipartimento di Protezione civile subito dopo il sisma del 6 aprile 2009 attualmente riversano i liquami nei corsi d'acqua senza alcuna depurazione. Sono stati effettuati diversi sopralluoghi dagli attivisti del presidio dell'associazione Libera dell'Aquila, dopo una segnalazione di un cittadino che denunciava gli scarichi a cielo aperto dell'insediamento di Bazzano. Si è così verificato che il deflusso delle fogne senza depurazione è reale almeno per i nuovi insediamenti di Bazzano, Sant'Elia, Paganica, Camarda e Assergi. Più precisamente: il nuovo quartiere di Bazzano scarica direttamente nel fiume Aterno; quelli di Camarda e Paganica nel fiume Vera (affluente dell'Aterno), mentre l'insediamento di Assergi scarica, allacciandosi alle opere di scolo delle acque del ponte autostradale, nel fiume Raiale (affluente del Vera). (continua)
  • Colin Ward
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