18 dicembre 2009

La notte che Pinelli

More about La notte che PinelliAnche se con colpevole ritardo, in questo che è il 40nnale della strage di Piazza Fontana e della morte di Giuseppe Pinelli, vorrei, come l'anno scorso, contribuire per ricordare la strage e la figura di un uomo innocente morto in circostanze decisamente poco chiare.
Mentre l'anno scorso mi sono concentrato su un breve ricordo, quest'anno vorrei utilizzare come base La notte che Pinelli, libro scritto da Adriano Sofri, che sta scontando in carcere una condanna come mandante per la morte del commissario Luigi Calabresi, che nella notte fatale tra il 15 e il 16 dicembre interrogò Pinelli, che ricordo si trovava in questura fin dalla serata del 12, giorno della strage.
Prima di iniziare ad esaminare molto velocemente i fatti, però, vorrei proporvi le parole di Pinelli, definito da Sofri un anarchico vecchio stampo:
L'anarchismo non è violenza, la rigettiamo, ma non vogliamo nemmeno subirla: essa(1) è ragionamento e responsabilità e questo lo ammette anche la stampa borghese, ora speriamo che lo comprenda anche la magistratura.
(da una lettera di Pinelli del 12 dicembre 1969 a Paolo Faccioli, detenuto a San Vittore