14 aprile 2008

Fa' la cosa giusta



Come passare un modo alternativo in una domenica elettorale? Andando alla manifestazione Fa' la cosa giusta, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. La manifestazione milanese (ne vengono organizzate altre due, una a Torino ed una a Genova) si è svolta nei giorni 11, 12 e 13 Aprile. L'obiettivo della manifestazione è la sensibilizzazione dei comuni cittadini verso un consumo e un uso delle risorse sostenibile e più rispettoso non solo dell'ambiente, ma anche del risparmio economico ed energetico.
La manifestazione è stata centrata soprattutto su dire, fare... Abitare, una serie di mini ambienti, corredati con poster strappabili, in cui viene illustrato un modo alternativo e sostenibile dell'organizzazione della casa, rispettando l'ambiente e il risparmio energetico. Come contorno una serie di manifestazioni ed incontri e, soprattutto, banchetti e stand di varie associazioni di consumatori, o di volontariato, o di società di vario genere che propongono sistemi alternativi per produrre beni di uso comune, il tutto con un'unica parola in comune: sostenibilità. Si va quindi dalla Banca Etica, al turismo sostenibile, passando per la difesa dell'ambiente o per la produzione di mobili e, perché no, vestiti utilizzando materiale di riciclo, o ancora per la produzione di alimenti a chilometro zero, ovvero prodotti biologicamente nel proprio comune o provincia. La manifestazione, centrata come giusto che sia, su espositori principalmente lombardi, presenta aspetti positivi, ma anche negativi, ed è stata suddivisa in due grandi zone.
Nella prima parte sono sistemati gli stand più interessanti, quelli delle associazioni, in cui ogni volontario è pronto a dare informazioni ed approfondimenti (a fronte, però, della richiesta di iscrizione, legata in maniera più o meno forte all'invio di newsletter, riviste a casa - all'inizio in forma gratuita - ed altre cose del genere) e degli editori che più si occupano di sensibilizzare l'opinione pubblica, come ad esempio Altraeconomia, con un'ampia scelta di saggi e libri giornalistici sull'argomento, e Verdenero con la sua linea Noir di Ecomafia, una serie di romanzi di alcuni dei più noti scrittori italiani incentrati sui problemi ambientali (vedi, ad esempio, I dannati di Malva di Licia Troisi).
La seconda parte della fiera, invece, è centrata maggiormente sull'enogastronomia sostenibile, con stand incentrati più che altro sulla vendita. Degli aspetti negativi di cui si parlava prima, non tanto la seconda parte, quanto la sistemazione della prima: a differenza di Cartoomics, che aveva occupato parte di quegli stessi spazi appena un paio di settimane prima, Fa' la cosa giusta si è mostrata un po' più dispersiva: dire, fare... Abitare viene posta in apertura della fiera, ma sinceramente non in una posizione molto visibile, mentre sono sparse qua e là le zone di incontri e discussioni. Sarebbe stato certo molto più utile e produttivo sistemare la mostra principale e le zone di discussione nella parte centrale, sistemando gli editori nella zona immediatamente precedente, il tutto circondato dalle varie associazioni di volontariato e di servizi sostenibili.
A tutto questo c'è da aggiungere il gran numero di visitatori, che probabilmente torneranno a casa pensando più al risparmio immediato che alcuni degli acquisti fatti hanno portato al bilancio familiare, piuttosto che alle idee che un discorso organico sullo sviluppo sostenibile può portare all'attenzione della gente. Personalmente ho i miei dubbi sull'alta e vera sensibilizzazione che potrebbe avere una tale manifestazione: con le prossime edizioni certamente la gente sarà molto più interessata a questi argomenti, considerando quanto difficile sembra essere la situazione economica dei prossimi anni, ma in situazioni normali la vera natura umana è comunque destinata a tornare a galla.

01 aprile 2008

Expo 2015



E' notizia di questi ultimi giorni l'assegnazione a Milano dell'organizzazione dell'Esposizione Universale del 2015.
L'
Esposizione Universale è una mostra a tema che viene organizzata dalle varie nazioni del mondo, centrando l'attenzione ogni volta su un tema differente. Iniziata del 1851 a Londra per celebrare l'industria mondiale, è anche nota perché uno dei monumenti costruiti come provvisori in quell'occasione è oggi un simbolo della nazione e della città che quell'anno la ospitò: si sta parlando della Torre Eiffel che nel 1889 torreggiava su Parigi per le celebrazioni del centenario della Rivoluzione Francese. Comunque, da quel lontano 1851 di Esposizioni Universali se ne succedettero a decine, fino al 1933, quando si decise di suddividerle in due differenti tipi di esposizioni, quelle Universali propriamente dette e quelle Internazionali. Mentre nel primo gruppo l'Italia ospitò a Milano nel 1906 un'Esposizione dedicata ai trasporti, di Esposizioni Internazionali ne abbiamo decisamente ospitate molte di più: Roma nel 1953 sull'agricoltura, Napoli nel 1954 sulla navigazione, Torino nel 1955 sullo sport, sempre Torino nel 1961 sul Centenario dell'Unità d'Italia, quindi Genova nel 1992 su Cristoforo Colombo, contemporaneamente all'Esposizione Universale di Siviglia sull'età delle scoperte. Ora, mentre è ai nastri di partenza l'Esposizione Internazionale di Saragozza sull'acqua e lo sviluppo sostenibile, viene assegnata a Milano e all'Italia l'Esposizione Universale del 2015 incentrata sull'ambiente e l'ecologia.
Si potrebbe dire che tale scelta sia opportuna e giusta, visti gli sforzi dell'amministrazione milanese negli ultimi anni, e certo il comitato che, a quanto si dice, ha lavorato negli ultimi sette anni per ottenere l'assegnazione dell'Esposizione ha portato bene a termine il suo compito. Certo il così detto Ecopass ha dato, politicamente, una buona mano (mentre all'inquinamento una buona mano l'ha data il rincaro quasi costante dei carburanti e dell'energia, senza dimenticare che molta gente con cui ho parlato qui a Milano e dintorni, non solo condivide la mia opinione, ma è di fatto scontenta dell'introduzione dell'Ecopass, indipendentemente dai vantaggi che potrebbe produrre a lungo termine), così come la spinta del Premio Nobel Al Gore, ma, come ogni buon bastian contrario, mi chiedo se questo sforzo fosse stato fatto per far ospitare l'Esposizione con lo stesso tema ad una città come, ad esempio, Napoli, oggi la capitale campana sarebbe sommersa dall'immondizia? I nostri politici oggi starebbero veramente cercando di sconfiggere la criminalità organizzata?
Godiamoci giustamente questa vittoria, ma non trasformiamola in un tappetino sotto il quale nascondere i problemi dell'Italia, che sono non solo politici ma, purtroppo, anche pratici e tragici. E non dimentichiamo che generalmente un'Esposizione Universale è sempre un'occasione di crescita per tutto il paese organizzatore.

Link:
Expomuseum: il sito ufficiale dell'Esposizione Universale, on-line da 1998
Expo 2015: il sito ufficiale della prossima Esposizione Universale milanese