11 ottobre 2008

Anche in svizzera parlano calabrese

Federico, Giuseppe, CristinaMentre viene celebrato il Nobel per la pace, la nostra piccola Calabria, lo stivale d'Italia, celebra i suoi miti, o almeno quelli che vorremmo poter indicare come miti, amici, punte di diamante per noi tutti calabresi. In particolare giunge sulle pagine dei nostri giornali locali il contributo del gruppo di ricerca di Alte Energie del Dipartimento di Fisica di Cosenza. Un breve articolo sia sulla Gazzetta del Sud (sul cui sito, se non siete abbonati, potete leggere un breve estratto), sia sul Quotidiano della Calabria, entrambi usciti con articoli sull'LHC e i contributi cosentini all'esperimento.

NON ci sono solo protoni e “Bosoni di Higgs” nella sua vita, ma anche una scuola di tango argentino che frequenta nelle ore, poche, che gli restano libere dal più grande esperimento di fisica che la storia ricordi: l'acceleratore di particelle (Lhc) azionato a Ginevra lo scorso 10 settembre sotto i riflettori di tutto il mondo. Cervellone di casa nostra, Federico Zema è nato 33 anni fa a Reggio Calabria.

Così esordisce il Quotidiano, e nel corso dell'articolo Federico, che sono orgoglioso di considerare buon amico, ci spiega Atlas:

Atlas è come un enorme barile inclinato nel cui asse passa l'acceleratore: al suo centro Lhc fa collidere i protoni e Atlas è pronto a rivelare i diversi tipi di particelle.

E continua:

Atlas può fornire 150 milioni di possibili segnali elettrici a seconda delle particelle prodotte negli scontri e tutto questo avviene 40 milioni di volte ogni secondo. Le schede elettroniche raggruppano tali segnali e attraverso i computer noi siamo pronti a studiare cosa viene fuori.

LHC, però, è diventato famoso anche e soprattutto per la riproduzione delle condizioni del Big Bang e per la ricerca del bosone di Higgs: proprio a tal proposito si esprime più avanti Federico utilizzando queste parole

Il Bosone di Higgs è lontano dalla vita della gente - confessa -ma dal punto di vista della tecnologia è molto importante che questi esperimenti si facciano. Il fatto stesso che l'acceleratore riesca oggi a gestire, con tale precisione, particelle che in un secondo fanno undicimila volte il giro dell'anello, lungo 27 Km, qualche anno fa era impensabile. Le industrie di tutto il mondo hanno fatto la fila per partecipare alla realizzazione di Lhc perché hanno tratto enormi conoscenze che poi spenderanno anche nella tecnologia che usi a casa tua.

Belle parole che danno il senso del lavoro di ricerca della fisica sperimentale moderna nelle alte energie. E spero che in un futuro non troppo lontano potremo celebrare Federico e gli altri ragazzi di Calabria che a Ginevra stanno lavorando a questo importante esperimento. E magari, perché no, come obiettivo personale, proporvi qui o su altri lidi una bella intervista/rimpatriata con Federico e gli altri.
Vi voglio lasciare, però, non già con queste speranze del futuro, ma con un bel racconto sull'accensione dell'acceleratore:

E' stato come ridiscendere sulla luna e non dimenticherò mai quando il direttore Lyn Evans ha cominciato il conto alla rovescia: "Trois, deux, un ... faisceau!". Due flash sono apparsi sul primo schermo, come previsto. La tensione si e' sciolta e il Cern si e' unito in un unico abbraccio.

Il resto potrete leggerlo nella versione pdf della pagina del Quotidiano.

Buona lettura a tutti!!!

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