19 settembre 2007

L'odissea dei pendolari!


Pubblichiamo una denuncia da parte di un gruppo di pendolari che per motivi di lavoro e di studio sono costretti a spostarsi quotidianamente per raggiungere il nostro capoluogo di provincia.

"Siamo i lavoratori pendolari gli studenti universitari di Acquaformosa, Lungro e Firmo che nel giro di un giorno senza nessun preavviso si sono visti privare di un servizio erogato oramai da anni con la motivazione, ci dicono, che la Regione finalmente ha approntato un piano che in base a una distorta, a nostro avviso, filosofia di mercato, taglia di netto il collegamento tra il capoluogo e un’intero territorio interno che comprende le comunità di Acquaformosa, Lungro e Firmo.
Infatti le corse pomeridiane delle ore 17.15 e 18.30 che partendo da Cosenza dirette a Castrovillari facevano scalo al villaggio scolastico in località Cammarata per le coincidenze con i mezzi che portavano lavoratori e studenti a Lungro, Firmo ed Acquaformosa sono state cancellate.
Non ci risultano che altre coincidenze, negli stessi orari, per altre destinazioni (Cassano allo Ionio, Terranova di Sibari ecc.) abbiano subito la stessa sorte.
Tra le motivazioni addotte per giustificare tale decisione ci sarebbe anche quella che vorrebbe il ripristino originale della tratta Acquaformosa Cosenza in modalità diretta per come era stata concepita inizialmente.
Peccato però che questa corsa continui ancora a fare scalo al villaggio scolastico di Cammarata ma non per poi andare a Cosenza bensì per prendere gli studenti universitari e gli utenti diretti a Arcavacata, Castiglione e Rende mentre gli utenti delle tre comunità diretti a Cosenza devono trasbordare nell’autobus proveniente da Castrovillari.
L’illuminato estensore del piano conosce queste realtà interne penalizzate? Sa quale è il flusso giornaliero di cittadini che usano questo servizio e che per moltissimi di loro è l’unico mezzo che possono permettersi per raggiungere Cosenza?
Vogliamo sommessamente dire all’estensore che questo atto priva un’intera area, già di per sé disagiata e marginalizzata, di un servizio essenziale e indispensabile.
Praticamente l’ultima corsa utile per tornare in queste comunità rimane quella delle ore 14.10!!!
Siamo certi che si è trattato di una svista a cui, però, bisogna porre immediato rimedio.
I lavoratori pendolari, gli studenti e le popolazioni di questo comprensorio chiedono con forza il ripristino delle corse soppresse, in tempi brevi per porre fine a una ingiustizia palese e a un disagio non più tollerabile.
Si faccia in modo che la democrazia sia patrimonio di tutti e non solo privilegio di alcuni."

Si parla tanto di linea ad alta velocità di ponti sullo stretto, quando si affrontano finalmente le reali carenze infrastrutturali di una regione con intere zone interne che risultano totalmente isolate?

13 settembre 2007

Cronaca della calorosa accoglienza del vicesindaco di Lungro, Dott. Gennaro Domestico a Emanuele Filiberto di Savoia.



Lungro, 12 Settembre 2007, ore 11.30 circa. Qualche curioso, poche decine di ragazzini e uno sparuto gruppo di romantici hanno presenziato alla visita del rampollo di casa Savoia, Emanuele Filiberto.

Non c’è stato né il bagno di folla che l’assessore alla cultura, Dott. Giovanbattista Rennis, si auspicava, né la temuta contromanifestazione di protesta organizzata dall’incorreggibile “sovversivo” che risponde al nome di Miko Cortese.
Eppure l’assessore Rennis aveva fatto del suo “meglio” per far di una semplice visita privata un problema politico.
Non è trascorso neanche un mese da quando in un convegno pubblico si ricordava il passato antifascista della nostra comunità e il contributo dato dai nostri concittadini alla resistenza, che l’assessore Rennis fa affiggere dei manifesti in cui compaiono affiancati lo Stemma Comunale e quello della Monarchia e inoltre ad Emanuele Filiberto è riservato il titolo di “S. A. (Sua Altezza)”!!!. Ciò ha contribuito a mettere a dura prova la pazienza di coloro che hanno creduto, e credono ancora negli ideali democratici che sono alla base della Repubblica Italiana.
Le critiche piovono addosso all’assessore da tutte le parti (consultare, ad esempio, il Libro degli Ospiti del sito www.Ungra.it), persino il Sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio, si dissocia e prende le distanze dalle “carnevalate” dell’Amministrazione Comunale di Lungro e degli altri paesi che hanno organizzato manifestazioni in onore del principe, con un manifesto che viene prontamente fatto sparire la mattina della visita.
Ma il nostro assessore non difetta certo in coraggio, e a differenza del codardo nonno di Emanuele Filiberto che l’8 settembre 1943 fuggì lasciando l’Italia e l’esercito allo sbando, Rennis lo stesso 8 settembre di 54 anni dopo affronta il Cortese e il comitato “Viva la Repubblica” e li prega di desistere dal mettere in atto il loro “diabolico” piano.
Il Comitato non riesce, comunque, ad organizzare la contromanifestazione, non per le parole di Rennis (che intanto, nella paura che la manifestazione fallisse, cerca sostenitori tra i militanti del centro-destra), ma per lo sfascio che esiste nella sinistra Lungrese.
Neanche il Collettivo Spartaco ha dato la sua disponibilità, poiché ritiene che nel nostro paese, oggi, esistono problemi più impellenti che la sinistra deve affrontare, primo di tutti l’attacco selvaggio al territorio, mentre la visita di Emanuele Filiberto si è trasformata in un caso politico solo per l’inopportuno comportamento della nostra amministrazione comunale.
Tuttavia il Comitato riesce a ottenere i suoi risultati: il Sindaco diserta la manifestazione per “impegni precedentemente presi”. Anche il parroco, riteniamo involontariamente, lascia la chiesa al buio e “chiude la sacrestia”.
L’assenza dei lungresi stride, invece, con la massiccia presenza delle istituzioni, a rimarcare l’enorme distanza tra queste e la società civile.
Con la fascia emblema della istituzione comunale, ad accogliere ufficialmente il principe, è designato il Dott. Gennaro Domestico.
Vicesindaco, assessore ai Lavori Pubblici, consigliere alla Comunità Montana Italo–Arbëreshë del Pollino, presidente del Pio Ospizio De Benedictis, segretario della sezione A. Gramsci dei DS, il Domestico compete con il suo ospite in quantità di titoli.
Nonostante i DS di Cassano, di Castrovillari, di Acquaformosa, e di altri paesi della Sibaritide e del Pollino, abbiano preso le distanze dall’evento, i nostri DS, abituati da tempo a ossequiare e riverire personaggi di ogni risma, non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di pavoneggiarsi alla presenza di un principe.
Ma in un finale lampo di genio, per non ferire la sensibilità dei compagni di ”Lungro è rossa e rossa resterà” hanno negato a Emanuele Filiberto l’onore di depositare le corone di alloro ai caduti e al monumento dei Salinari, e deciso che a farlo fosse il segretario DS.
Un dubbio ci attanaglia: Quale dei due avrebbero preferito i caduti e i minatori?